Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno III, N. 8
Online 30/06/2017
Mimesis Edizioni

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Autoritratto come scoperta del sé o della sua virtualità?
Uno sguardo sull’autos attraverso il movimento e la danza.
Alessia Lovreglio

L’Autrice, performer e coreografa, parte dal suo progetto intitolato Self-portraits plugged in per interrogarsi sull’autoritratto dal punto di vista dell’arte performativa, focalizzandosi su una doppia lente concernente l’identità e la temporalità. Che cos’è l’autoritratto se non una proiezione velata del sé? A partire da questa posizione la linea investigativa si muove qui dall’autoritratto come ‘imago’ e riproduzione alla scomparsa della ‘facies’ (aspetto) per divenire infine ‘persona’ (maschera). Attraversando un multiuniverso di identità, decidiamo di incorporate un sé e da lì inizia l’investigazione profonda sullo sconosciuto, verso una scomparsa della nostra identità. Diventiamo allora invisibili a noi stessi nel tentativo di rappresentarci agli altri o a noi stessi attraverso uno sguardo invisibile e inevitabilmente distorto: lo specchio della nostra memoria e il desiderio o la scoperta di essere qualcosa di nascosto, non svelato.

PAROLE CHIAVE: proiezione, identità, temporalità, scomparsa, virtualità

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