Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno III, N. 9
Online 25/10/2017
Mimesis Edizioni

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Entrare nel circolo ermeneutico significa anche volerne uscire J. Grondin

The hermeneutical circle is one of the most fundamental and contentious doctrines of hermeneutical theory. In a slightly different reading, which goes back to ancient rhetoric and hermeneutics, the circle is that of the whole and its parts: we can only understand the parts of a text, or any body of meaning, out of a general idea of its whole, yet we can only gain this understanding of the whole by understanding its parts. In both versions, the basic idea is the same, namely that there is no such thing as an understanding without presuppositions. Heidegger would speak here of the essential ‘anticipatory structure’ (Vorstruktur) of understanding, Gadamer of ‘prejudices’, which could be productive or misleading. How one deals with these presuppositions is a matter of dispute. A traditional, more methodically inclined hermeneutics would view them with suspicion and strive to eliminate them in the name of objectivity. The point of classical, methodical hermeneutics was indeed to avoid the hermeneutical circle of an interpretation that would be tainted by its presuppositions, premises or erroneous assumptions about the whole or the intent of a work. Hermeneutical thinkers like Heidegger and Gadamer view the hermeneutical circle more favorably since it constitutes for them an inescapable and positive element of understanding: as finite and historical beings, we understand because we are guided by anticipations, expectations and questions.

KEYWORDS: Hermeneutical circle, Heidegger, Gadamer, Anticipatory Structure, Prejudices, Understanding

 

Il circolo ermeneutico è una delle dottrine più basilari e controverse della teoria ermeneutica. In due versioni leggermente diverse, che risalgono all’antica retorica e all’ermeneutica, il circolo è quello del tutto e delle sue parti: possiamo comprendere le parti di un testo o di qualsiasi significato solo a partire da un’idea generale dell’intero , ma possiamo acquisire questa comprensione del tutto solo capendo le sue parti. In entrambe le versioni l’idea di base è la stessa, cioè che non esiste una comprensione senza presupposti. Heidegger parlava della ‘struttura anticipatrice’ essenziale (Vorstruktur) della comprensione; Gadamer dei ‘pregiudizi’, che potrebbero essere produttivi o fuorvianti. Come considerare questi presupposti? Questa è la questione. Un’ermeneutica tradizionale, maggiormente curvata in senso sistematico, li vedeva con sospetto e si sforzava di eliminarli in nome dell’obiettività. L’obiettivo dell’ermeneutica classica e metodica era effettivamente quello di evitare il circolo ermeneutico di un’interpretazione che fosse inquinata dalle sue presupposizioni, dalle sue premesse o da erronee assunzioni sull’intero o sull’intento di un lavoro. Due pensatori ermeneutici come Heidegger e Gadamer considerano più favorevolmente il circolo ermeneutico, poiché costituisce per loro un elemento inevitabile e positivo della comprensione: come esseri finiti e storici, noi ‘comprendiamo’ perché siamo guidati da anticipazioni, aspettative e domande.

PAROLE CHIAVE: circolo ermeneutico, Heidegger, Gadamer, struttura anticipatoria, pregiudizi, comprensione

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