Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno III, N. 9
Online 25/10/2017
Mimesis Edizioni

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Nell’ombra della luce: l’ascolto, la svolta pratica della fenomenologia e la metafisica della vista D. Espinet

I will first sketch the genesis of the metaphysics of sight and the correlative oblivion of listening in a couple of case studies. First, I will elucidate how the orientation toward sight and visibility concretely shapes concepts in Platonic dialectics and Aristotelian metaphysics of sight. It seems noteworthy to me that listening, althought banished from first philosophy there, become a leading metaphor in practical, second philosophy. Here Aristotle’s distincion between noetical and dianoetical virtues is esplecially telling. Finally, I will follow this practical vein from Aristotle to Kant and, in a genuine appropriation of both, to Heidegger’s practical turn of phenomenology, where, in very analogous ways to Kant’s primacy of practical reason, Heidegger undertakes a rehabilitation of practical reason. In many ways, Heidegger’s hermeneutical phenomenology is a turn to a phenomenology that is no loger directed only by the intentional gaze, but has also become aware of the listening character of subjectivity

KEYWORDS: Phenomenology, Metaphysics of Sight, Listening, Heidegger, Aristotle

 

Abbozzerò la genesi della metafisica della vista e il concomitante oblio dell’ascolto a partire da un paio di casi di studio. Innanzitutto, chiarirò come l’orientamento verso la vista e la visibilità modifichi concretamente i concetti della dialettica platonica e della ontologia aristotelica. Secondo, porrò l’attenzione sullo spazio che l’ascolto occupa all’interno della metafisica della vista aristotelica. Mi sembra degno di nota che l’ascolto, nonostante sia stato bandito dalla Filosofia prima, poi diventi una metafora principale nella Filosofia pratica, seconda. Qui la distanza aristotelica tra virtù noetiche e dianoetiche diventa particolarmente notevole. Infine, seguirò questa vena pratica da Aristotele a Kant e, in una appropriazione autentica di entrambe, seguirò la svolta pratica della fenomenologia di Heidegger, in cui, in maniera molto simile al primato di Kant della ragion pratica, Heidegger intraprende una riabilitazione della ragione pratica. In molte maniere l’ermeneutica fenomenologica di Heidegger è una svolta verso una fenomenologia che non è più diretta solo da uno sguardo intenzionale, ma è anche diventata consapevole del ‘carattere di ascolto’ della soggettività.

PAROLE CHIAVE: fenomenologia, metafisica della vista, ascolto, Heidegger, Aristotele

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