Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno V, N. 13
Online 29/03/2019
Mimesis Edizioni

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Recensione a J. P. Sartre, Il Diavolo e il Buon Dio (1951),
con una postfazione dei traduttori, A. Madruzza e F. Righetti, Ricœur spettatore di Sartre: il mancato lirismo del tragico.
P. RICŒUR

The aim of this translation of  Ricœur’s review of Sartre’s play Le Diable et le Bon Dieu is to present to the Italian public some of the few pages that the philosopher devoted to dramatic works over the years. In this review of 1951, Paul Ricœur discusses Sartre’s play, highlighting two possible levels of the work itself: that of the relationship between faith/atheism and that of the ethical/political dimension.

KEYWORDS: Ricœur, Sartre, The Devil and the Good Lord, faith/atheism, Ethics

 

L’obiettivo di questa traduzione della recensione ricoeuriana della pièce teatrale di Sartre Le Diable et le Bon Dieu è quello di presentare al pubblico italiano le poche pagine che il filosofo dedicò alle opere teatrali nel corso degli anni. In questa recensione del 1951, Paul Ricœur discute l’opera teatrale di J. P. Sartre, Il Diavolo e il buon Dio, mettendo in evidenza due possibili livelli di lettura dell’opera stessa: quello del rapporto fede/ateismo e quello etico/politico.

PAROLE CHIAVE: Ricœur, Sartre, Il Diavolo e il Buon Dio, fede/ateismo, etica

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