Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno V, N. 13
Online 29/03/2019
Mimesis Edizioni

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Verklärung: un concetto inattuale M. CANEPA

In The Birth of Tragedy, Nietzsche used Raphael’s Transfiguration as an example to illustrate the relation between the Apollonian and the Dionysian. Since then, ‘the image of the possessed young boy provoking the transfiguration’ has become an obsession. Indeed, all the philosopher’s works are marked by an attempt to transform the Christian Verklärung into a Dionysian Verklärung. The transformation begins with Unfashionable Observations, it ends in Daybreak and it deploys from Zarathustra to the ‘tickets of Madness’ – but it is encoded by Nietzsche in the preface to the second edition of The Gay Science: «A philosopher who has passed through many kinds of health, and keeps passing through them again and again, has passed through an equal number of philosophies; he simply cannot but translate his state every time into the most spiritual form and distance – this art of transfiguration just is philosophy (diese Kunst der Transfiguration ist eben Philosophie). (…) Life – to us, that means constantly transforming (verwandeln) all that we are into light and flame, and also all that wounds us; we simply can do no other». Transfiguration, as an ‘art of masks’, became not only the reason for the confrontation between Nietzsche and Wagner, but also gave Heidegger the tools for a first comparison with Nazism. That is enough to make the concept of Verklärung/Transfiguration an extremely outdated one.

KEYWORDS: Transfiguration, Obsession, Transformation, Masks, Greatness

 

Ne La nascita della tragedia, Nietzsche utilizza la Trasfigurazione di Raffaello come esempio per illustrare il rapporto tra apollineo e dionisiaco. Da quel momento, ‘la scena del fanciullo indemoniato [che] provoca la trasfigurazione’ diventa un’ossessione al punto che l’intera opera del filosofo è scandita dal tentativo di rovesciare la Verklärung cristiana in Verklärung dionisiaca. Il rovesciamento inizia con le Inattuali, si compie in Aurora e si dispiega dallo Zarathustra ai ‘biglietti della follia’ – ma viene codificato da Nietzsche nella prefazione alla seconda edizione de La gaia scienza: «Un filosofo che ha fatto il suo cammino passando per molti stati di salute, e continua sempre a camminare, è anche passato attraverso altrettante filosofie, egli appunto non può far nient’altro che trasferire ogni volta il suo stato nelle forme e nella lontananza più spirituali – proprio quest’arte della trasfigurazione è filosofia (diese Kunst der Transfiguration ist eben Philosophie). (…) Vivere – vuol dire per noi trasformare (verwandeln) costantemente in luce e fiamma tutto quel che siamo, nonché tutto quel che ci riguarda; non possiamo affatto agire diversamente». La trasfigurazione, in quanto ‘arte delle maschere’, diventa non solo il motivo dello scontro di Nietzsche con Wagner, ma fornisce ad Heidegger gli strumenti per un primo confronto con il nazismo. Quanto basta per fare di Verklärung/Transfiguration un concetto più che mai inattuale.

PAROLE CHIAVE: Trasfigurazione, ossessione, rovesciamento, maschere, grandezza

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