Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno III, N. 9
Online 25/10/2017
Mimesis Edizioni

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Senso, significato ed ermeneutica. Da Aristotele ad Heidegger T. Sheehan

Heidegger’s Bedeutungslehre, his doctrine of sense and meaning, is not an afterthought or an add-on to his supposed central concern about ‘being’. Why is discursive sense-making necessary for us? That is: Why must we understand things only by taking-them-as, rather than by intellectually intuiting their essence? Answering those questions will require a bit of background, some of it from Heidegger’s greatest teacher, Aristotle. My purpose is to sketch out how Heidegger’s doctrine of sense and meaning grew out of his reading De interpretatione 1-4. Heidegger got from De interpretatione 1-4 to his own doctrine of sense and meaning by burrowing beneath Aristotle’s text and ‘saying the unsaid’ that he found hidden there.

KEYWORDS: Heidegger, Aristotle, Sense, Meaning, Hermeneutics

 

La Bedeutungslehre di Heidegger, la sua dottrina del senso e del significato, non è un pensiero successivo o addizionale rispetto al tema fondamentale dell’essere. Perché avere un senso discorsivo è necessario per noi? Cioè: perché siamo costretti a comprendere le cose solo cogliendole-in-quanto, piuttosto che intuendo intellettualmente la loro essenza? Rispondere a queste domande richiederà di tracciare uno sfondo, prendendolo un po’ dal più grande maestro di Heidegger, Aristotele. Il mio obiettivo è mostrare come la teoria heideggeriana del senso e del significato abbia preso le mosse dalla sua lettura del De interpretatione 1-4. Heidegger arriva alla sua teoria del senso e del significato scavando sotto il testo di Aristotele e ‘dicendo il non detto’, che egli trova lì nascosto.

PAROLE CHIAVE: Heidegger, Aristotele, senso, significato, ermeneutica

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