Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno VI, N. 15
Online 31/03/2020
Mimesis Edizioni

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Judith Butler: per una responsabilità critica V. Surace

Butler deconstructs the subject of classical metaphysics, which is thought as autonomous and rational, and postulates an ek-static subject, which is exposed to others and opaque to itself. Depending on this subject, which is relational and unable to give an account of itself, Butler makes a critique of the notion of responsibility and conceptualizes critical responsibility. At first, Butler thinks that being responsible for oneself is being accountable for one own acts, reconstructing the formation of moral conscience, which corresponds to the assumption of guilt after judgment of reproach or conviction; then, she thinks of an ethical responsibility, which doesn’t depend on choice, because it means responding for others – responding to their appeal, through our judgment (Gr. kríno).

KEYWORDS: Ek-static Being, Opacity, Conscience, Responsiveness, Critique.

 

Butler decostruisce il soggetto della metafisica classica, inteso come un sé autonomo e razionale, e postula un soggetto estatico, esposto agli altri, e opaco a se stesso. In funzione di tale soggetto relazionale e impossibilitato a dar pienamente conto di sé, Butler svolge una critica della nozione di responsabilità e giunge a concettualizzare una responsabilità critica. In una prima fase, Butler pensa l’essere responsabile di sé come il rispondere dei propri atti, ovvero ricostruisce la formazione della coscienza morale, che corrisponde all’assunzione di una colpa a seguito di un giudizio di rimprovero o condanna; in una seconda fase, pensa, invece, ad una responsabilità etica, che è al di là di ogni possibilità di assunzione, perché è il rispondere per gli altri, il rispondere al loro appello, tramite l’esercizio della capacità di giudizio (gr. kríno).

PAROLE CHIAVE: essere estatico, opacità, coscienza, ricettività, critica.

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