Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno VI, N. 16
Online 03/11/2020
Immagine di copertina
di Bianca Roselli
Mimesis Edizioni

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Solitudini perturbanti.
Catherine Malabou e l’estetica del fantastico
V. Maggiore

Everyone has a personal story, whose continuity and meaning make up our life. But what if this continuity is broken by an accidental event? If a traumatic event takes place, our life changes, we change so profoundly that the accident becomes substantial. Catherine Malabou analyzes these destructive plasticity phenomena, focusing on the etiology of traumatic figures, an example of proxemic solitudes. In this article, we aim to analyze the emergence of these figures also approaching the concept of Fantastic developed by Roger Caillois and the uncanny described by Freud.

KEYWORDS: Malabou, Plasticity, Traumatic Events, Fantastic, Uncanny

 

Ognuno di noi ha una storia personale la cui continuità e il cui significato compongono la nostra vita. Che cosa accade tuttavia se tale continuità è interrotta da un avvenimento accidentale? Se ha luogo un evento traumatico, la nostra vita subisce un mutamento e noi stessi ci trasformiamo così profondamente che l’evento accidentale si fa sostanziale. Catherine Malabou analizza tali fenomeni di plasticità distruttiva, focalizzando la propria attenzione sull’eziologia delle figure traumatiche, esempio di solitudine prossemica. Nel presente articolo ci proponiamo di analizzare l’emergere di tali figure, confrontandoci anche con il concetto di ‘fantastico’ sviluppato da Roger Caillois e con quello di ‘perturbante’ elaborato da Freud.

PAROLE CHIAVE: Malabou, Plasticità, eventi traumatici, Fantastico, Perturbante

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