Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno VIII, N. 19, Vol. II
Online 02/04/2022
Immagine di copertina
di Bianca Roselli
Mimesis Edizioni

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Ripensare il dialogo, partendo da François Jullien A. Caputo

The word dialogue is not unblemished – F. Jullien writes –, because it is composed with Western ‘logos’ (dia-logos), logos that was and is often conceptual/dominant/dominating. Moving between texts of a more intercultural type (such as There Is No Such Thing As Cultural Identity) and of a more interpersonal nature (such as About Intimacy), this essay tries to play these two levels with each other, to give substance to the attempt to pass from dia-logos (dialogue) between identity/differences to entre-tenir… écarts: because only in this way life can fertilize life. And the unpredictable can become a resource and not just an offense.

KEYWORDS: Dialogue, François Jullien, Cultural Identity, Entre-tenir, Écarts

 

Il termine dialogo non è senza macchia, scrive F. Jullien, perché ha nella sua composizione quel logos occidentale che si è dato spesso in maniera concettuale/dominante/dominatrice. Spostandosi tra i testi di tipo maggiormente interculturale (come L’identità culturale non esiste) e quelli maggiormente di carattere interpersonale (come Sull’intimità), il saggio prova a giocare questi due livelli tra loro, per dare corpo al tentativo di passare dal dia-logos tra identità/differenze all’in-tra-ttenersi tra scarti (e comune): perché solo così la vita può fecondare la vita. E l’imprevedibile può farsi risorsa e non solo offesa.

PAROLE CHIAVE: dialogo, François Jullien, identità culturale, intrattenersi, scarti

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