Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno XI, N. 28,
Online 31/12/2025
Mimesis Edizioni

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Passaggi. Blumenberg e Foucault sulle discontinuità della storia G. Paoletti

This article compares Hans Blumenberg’s The Legitimacy of the Modern Age (1966) and Michel Foucault’s The Order of Things (1966), focusing on their respective conceptions of historical discontinuity. Although developed within different intellectual frameworks, both authors challenge continuist views of history: Blumenberg critiques the secularization theorem, while Foucault opposes philosophies of the subject and historical narratives grounded in temporal continuity. Through a comparative analysis, the essay addresses three central questions: how discontinuity can be conceived, how it can be observed, and how it can be explained. The comparison reveals distinct yet partially convergent theoretical models. Foucault alternates between a conception of epistemes separated by radical breaks and a plural understanding of historical temporalities, whereas Blumenberg interprets historical change through the notions of ‘reoccupation’ (Umbesetzung) and ‘structures of needs’, which mediate continuity and innovation. The article argues that both thinkers are not merely advocates of discontinuity; they also expose its conceptual and epistemological limits. Historical discontinuity proves inseparable from forms of continuity that make it intelligible and observable. Consequently, the study suggests that both Blumenberg’s and Foucault’s reflections transform the analysis of historical change into a critical diagnosis of the present and of the conditions of modernity itself.

KEYWORDS: Historical discontinuity, Hans Blumenberg, Michel Foucault, Modernity, Epoch, History of thought

 

L’articolo propone un confronto tra La legittimità dell’età moderna (1966) di Hans Blumenberg e Le parole e le cose (1966) di Michel Foucault, assumendo come filo conduttore il problema della discontinuità storica. Pur muovendosi in contesti teorici differenti, entrambi gli autori criticano le concezioni continuiste della storia: Blumenberg contro il teorema della secolarizzazione e Foucault contro le filosofie del soggetto e le narrazioni storiche fondate sulla continuità del tempo. Attraverso un’analisi comparata, il saggio esamina tre questioni principali: come pensare la discontinuità, come osservarla e come spiegarla. Emergono così modelli teorici differenti ma in parte convergenti. Foucault oscilla tra una concezione delle epistème separate da rotture radicali e una visione plurale dei livelli temporali della storia; Blumenberg, invece, interpreta il mutamento storico attraverso i concetti di ‘rioccupazione’ e di ‘strutture dei bisogni’, che consentono di articolare continuità e innovazione. L’analisi mostra che entrambi gli autori non sono semplicemente teorici della discontinuità, ma ne mettono in luce i limiti concettuali ed epistemologici. La discontinuità risulta inseparabile da forme di continuità che ne rendono possibile la percezione e la comprensione. In entrambi, la riflessione storica diventa anche una diagnosi critica del presente e delle condizioni della modernità.

PAROLE CHIAVE: Discontinuità storica, Hans Blumenberg, Michel Foucault, Modernità, Epoca, Storia del pensiero

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