Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno XI, N. 28,
Online 31/12/2025
Mimesis Edizioni

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Call for papers – ITA

CALL FOR PAPERS XII, 30, 2026: CHE COS’È UN GENOCIDIO. (RI)DEFINIZIONI FILOSOSOFICHE

 

 

Dead line: 30 giugno 2026

 

La domanda relativa a questo numero monografico di “Logoi”, pur nascendo dalle provocazioni dell’attualità – o forse proprio per questo – vuole essere squisitamente filosofica. Ci sembrava troppo facile (e insieme troppo difficile) focalizzarci sulla questione palestinese e/o israeliana. Ci è sembrato invece opportuno – proprio per comprendere le ragioni di ciò che accade – prendere le distanze dal presente, sine ira et studio, e tornare ad esercitare una delle competenze fondamentali della filosofia: definire e ridefinire parole e concetti.
Politici e giuristi sono certamente chiamati a chiedersi se davanti a questo o a quell’altro evento bellico ci si trovi davanti ad un genocidio accertabile e dichiarabile come tale. Ma, da filosofi e filosofe, noi siamo chiamati a chiederci se la definizione giuridica di genocidio sia l’unica possibile, se sia filosoficamente sostenibile ancora oggi, e, se sì, perché; e, se no, perché. E se ci siano altre definizioni possibili. Se ‘genocidio’ sia una parola ancora utilizzabile oggi. Come abitare distanza storico-concettuale che ci separa da Raphael Lemkin, il giurista polacco di origine ebraica che ha inventato la parola genocidio? Che cos’è un ghenos? Quanti genocidi non riconosciuti di fatto ci sono nella storia, e perché? Che cosa scatena questo tipo di crimine? Si può parlare di genocidio solo a partire dalla coniazione della parola, e, se no, in che misura, e, se sì, perché? Dove porre il discrimine tra quanto accaduto nel Novecento e quanto accaduto prima? E il discrimine tra quanto accaduto nel Novecento e quanto continua ad accadere?

Rispetto a questi temi, invitiamo gli autori interessati a:

1. consultare la sezione ‘Submit’ dove troveranno le istruzioni per l’invio del materiale;
2. leggere le Norme editoriali [scarica il pdf]. Non vengono accettate proposte non uniformate a queste indicazioni.
3. presentare le loro proposte in italiano o inglese all’indirizzo info@logoi.ph .

Si ricorda, inoltre, che vengono presi in considerazione solamente contributi inediti e relativi ai temi monografici scelti dalla Redazione per la rivista.

 


CALL FOR PAPERS XII, 29, 2026: DISTANZE E ORIZZONTI. PROSPETTIVE SULLA FILOSOFIA DI HANS BLUMENBERG

 

Dead line: 16 giugno 2025

 

Questo numero di “Logoi” è a cura di Matteo Marcheschi e Tommaso Parducci.
Nell’ultimo ventennio il pensiero di Hans Blumenberg ha suscitato un notevole interesse soprattutto nel quadro dei dibattiti filosofici attorno al concetto di modernità. Una delle principali ragioni di ciò sta proprio nella capacità di Blumenberg di argomentare mettendo in tensione coppie concettuali antitetiche: tutto, nel suo pensiero, si muove a partire da ciò che non è ovvio, nitido e chiaro, poiché qualora le cose fossero interamente illuminate, finirebbero per rivelarsi solamente accecanti. L’ombra delle cose, per Blumenberg, è, dunque, una dimensione costitutiva ed essenziale della realtà e dell’esperienza: per potere vedere i contorni e delimitare i confini delle realtà, occorre osservare il mondo di sbieco. Pertanto, il pensiero di Blumenberg – e con esso la forma della ragione che egli indaga – non si muove in modo lineare, ma procede per discontinuità.
Un aspetto centrale di tale indagine coinvolge la relazione tra metafora e concetto: non solo la metafora non può essere ricondotta al concetto, ma nemmeno essa può essere osservata attraverso forme puramente concettuali. Si crea così una tensione che si gioca sul piano della metaforologia, ma soprattutto su quello della teoria dell’inconcettualità, come effetti di quella che Blumenberg chiama razionalizzazione della carenza, che «consiste nel completare la considerazione di ciò che dobbiamo fare come avveramento dell’intenzionalità della coscienza, con la considerazione, più antropologica, di ciò che siamo in grado di fare quanto ad avveramenti» (H. Blumenberg, Sguardo su una teoria dell’inconcettualità, 1979).
Un rapporto, quello tra metafora e concetto, che chiama poi in questione anche il mito, aspetto della produzione umana che si genera nell’esercizio – antropologico e intellettuale – della distanza. Il mito è una pratica della distanza in quanto forma di allontanamento del reale che consente di vivere gli aspetti più gravosi dell’esperienza. Sono queste le ragioni per le quali il mito pare contrapporsi alla ragione moderna. Il moderno, infatti, si definisce a partire dal concetto di orizzonte, ovvero da quella posizione che consapevolmente viene assunta dall’osservatore per comprendere la realtà circostante. Se nel caso del mito, si cerca di sfumare i contorni dell’esperienza, in quest’ultimo si cerca, invece di definirli.
Da ciò il filosofo arriva a delineare un’idea di logos che si manifesta attraverso diversi modi di vedere il mondo, oltre che di viverlo, comprenderlo e produrlo. Il mondo, infatti, si comprende attraverso quei tentativi che Blumenberg definisce come ‘rioccupazione’ [Umbesetzung] e ‘contro-occupazione’ [Gegenbesetzung] e che si legano a una concezione della verità come figlia del tempo. Un tempo però non lineare, ma ripiegato su sé stesso e che, di volta in volta, ripropone problematiche simili che vengono però risolte attraverso tentativi in parte già sperimentati ma che sono saldamente determinati, per conformità o conflitto, dai tempi da cui scaturiscono.
L’intreccio delle categorie chiave della riflessione blumenberghiana permetterà, per utilizzare una metafora cara all’autore stesso, non tanto di illuminare intensivamente verso una sola direzione, ma di moltiplicare i fasci di luce di diversa origine che consentano di determinare contorni e opacità differenti: è sullo sfondo di ciò che sarà possibile mettere a fuoco le molte forme e funzioni della ragione blumenberghiana nel suo, complesso, rapporto con la modernità.
Questo numero di Logoi.ph mira a far interagire tra loro alcune categorie chiave del pensiero di Blumenberg, spesso esplorate separatamente dalla critica, così da far emergere nuovi aspetti e nodi concettuali della sua indagine filosofia. I contributi attesi potranno riguardare temi come i seguenti:

  • la metaforologia e l’inconcettualità;
  • l’antropologia del mondo della vita;
  • i tentativi di definire il processo storico attraverso le nozioni di “rioccupazione” e “contro-occupazione”;
  • la teoria del mito sviluppata sulla base della questione della distanza;
  • la teoria della modernità sviluppata grazie alla nozione di orizzonte;
  • la riflessione sulla didattica della filosofia moderna attraverso nozioni problematiche come quella di “secolarizzazione”;
  • l’uso didattico del metodo metaforologico di Blumenberg.

Gli autori e le autrici interessati/e a rispondere a un Call for Papers sono invitati:

1. a consultare la sezione ‘Submit’ dove troveranno le istruzioni per l’invio del materiale;
2. a leggere le Norme editoriali [scarica il pdf]. Non vengono accettate proposte non uniformate a queste indicazioni.
3. a presentare le loro proposte in italiano o inglese, agli indirizzi: matteo.marcheschi@cfs.unipi.it ; tommaso.parducci@phd.unipit.it e in copia a info@logoi.ph .

Si ricorda, inoltre, che vengono presi in considerazione solo contributi inediti e relativi ai temi monografici scelti dalla Redazione per la rivista.