Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno XI, N. 28,
Online 31/12/2025
Mimesis Edizioni

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Blumenberg versus Löwith.
La modernità tra autoaffermazione
e dipendenza dal cristianesimo
E. Antonioli

Among the proponents of the secularisation thesis criticised by Hans Blumenberg in Die Legitimität der Neuzeit, Karl Löwith occupies a special position. His claim that the historical consciousness of modernity is a secularisation of eschatology shares with Schmitt, Koselleck and the other targets of Blumenberg’s essay the same deceitful use of the metaphor of dispossession and the same historical substantialism. In addition to this, however, Löwith deals a decisive blow to the ability of modernity to conceive and establish itself, by dismantling its self-understanding as radical discontinuity with the past. Against this outcome, Blumenberg develops an account of modernity that aims to preserve its legitimacy without falling into the one-sided apology that makes it the realm of absolute novelty and progress. However, this proposal leaves some questions unanswered, which we will attempt to address by referring to the interpretations of modernity developed by M. Weber and J. Habermas.

KEYWORDS: Secularization, Christianity, Modernity, History, Nature

 

Tra gli esponenti della tesi della secolarizzazione che Hans Blumenberg critica ne La legittimità dell’età moderna, Karl Löwith occupa una posizione particolare. La sua tesi che la coscienza storica della modernità sia una mondanizzazione dell’escatologia condivide infatti il sostanzialismo storico e l’utilizzo fallace della metafora dell’esproprio che si ritrovano in Schmitt, Koselleck e negli altri obiettivi polemici del saggio; ma contestando in particolare l’originalità del senso storico in base al quale la modernità si concepisce come discontinuità rispetto al passato egli assesta un colpo decisivo alla sua capacità di concepirsi e fondarsi da sé stessa. Contro questo esito Blumenberg elabora un resoconto della modernità che intende preservarne la legittimità senza ricadere nell’apologia unilaterale che ne fa il regno della novità e del progresso assoluti; la sua proposta lascia tuttavia aperte alcune questioni, cui cercheremo di dare risposta rifacendoci alle letture della modernità sviluppate da M. Weber e J. Habermas.

PAROLE CHIAVE: Secolarizzazione, Cristianesimo, Modernità, Storia, Natura

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