Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno V, N. 14
Online 30/09/2019
Mimesis Edizioni

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Ambivalent Wisdom as the Fruit of Reading P. FRIDLUND

It can be said that literary texts do not have any obligation to reality, and that literature destabilises our relations to the everyday use of words and to established perspectives. Literature stands in relation to something that cannot be explained or conceptualised, and in this respect it is close to religion. I argue that many of these characteristics of literature are also features of philosophical writing. I concurrently argue that literature is nonetheless connected to reality, and that it aims to say something about our world. I contend that philosophy can benefit from a deeper understanding of the close parallels and similarities between philosophical writing and literature.

KEYWORDS: Literature, Religion, Philosophical Writing, Ricœur, E. Løvlie – D. Von der Fehr

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Si può dire che i testi letterari non hanno un obbligo di realtà, che la letteratura e che destabilizza il nostro rapporto con l’uso quotidiano delle parole e con le prospettive abituali. La letteratura si trova in relazione con qualcosa che non si può spiegare o concettualizzare, e in questo senso è vicina alla religione. Fridlund sostiene che molte di queste caratteristiche della letteratura sono anche caratteristiche della scrittura filosofica. E sostiene anche che la letteratura è comunque collegata alla realtà, e che si propone di dire qualcosa sul nostro mondo. Egli ritiene che la filosofia possa beneficiare di una più profonda comprensione degli stretti parallelismi e delle somiglianze tra la scrittura filosofica e quella letteraria

PAROLE CHIAVE: Letteratura, religione, scrittura filosofica, Ricœur, E. Løvlie – D. Von der Fehr