Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno III, N. 9
Online 25/10/2017
Mimesis Edizioni

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National Gallery. Teoria del ritratto D. Dottorini

There is an analogy between the movement of cinema and the movement of thought. Both are creative practices; both create something as movement, duration, and cutting chaos. This is the founding core of Deleuze’s thought, but it is also part of the path of a philosopher such as Jean-Luc Nancy who contemplates this double, parallel movement in the form of ‘retrait’, of self-portrait/retreat, that is in the form of a movement that retreats from every clichés, from every prefigured categories of thought and image. Then, National Gallery by Frederick Wiseman (2014) is the occasion to present a ‘theory’ of ‘faces’/ self-portrait, that has always belonged to the cinema.

KEYWORDS: ‘Retrait’, Cinema, National Gallery, Frederick Wiseman, Selfportrait

 

C’è una analogia tra il movimento del cinema e il movimento del pensiero. Entrambi sono pratiche creatrici, entrambe creano in quanto movimento, durata e ritaglio dal caos. Questo è il nucleo fondante del pensiero di Deleuze come si sa, ma è anche parte del percorso di un filosofo come Jean-Luc Nancy, che ripensa però questo doppio, parallelo movimento sotto la forma del retrait, del ritratto/ritrarsi, vale a dire di un movimento che si ritira da ogni cliché, da ogni categoria prefissata del pensiero e dell’immagine. National Gallery di Frederick Wiseman (2014) è l’occasione allora per riprendere un discorso – o meglio, una teoria dei volti/ritratto – che appartiene da sempre al cinema.

PAROLE CHIAVE: ‘Retrait’, Cinema, National Gallery, Frederick Wiseman, autoritratto

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