Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno III, N. 9
Online 25/10/2017
Mimesis Edizioni

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Esperire, nominare, pensare.
Appunti su una costellazione heideggeriana
A. Ardovino

Despite the belonging-together of experiencing, naming, and thinking, Heidegger’s ‘theory’ of unthought suggests some breaking up of this three-folded compound. What does it really mean to experiment-and-name without thinking, especially in Presocratic thought? The essay aims to answer this question by analyzing Heidegger’s concept of experience in its inner connection with some of the most important themes of Ereignis-Denken, such as the first and other beginning, the self-concealement and oblivion, the clearing and fourfold. The essay concludes by discussing the ‘dwelling in forgetfulness’ that lies at the core of experience.

KEYWORDS: Heidegger, Experience, Language, Thought, Ereignis

 

Nonostante la stretta coappartenenza tra esperire, nominare e pensare, con la ‘dottrina’ dell’impensato Heidegger sembra insinuare una dissociazione fra questi tre elementi. Ma che significa esperire e nominare senza pensare, in particolare nei pensatori presocratici? Il saggio tenta di rispondere a questa domanda, analizzando il concetto heideggeriano di esperienza a partire dal suo legame con alcuni temi portanti dell’Ereignis-Denken (il primo e l’altro inizio, il velamento e l’oblio, la Lichtung e il Geviert), proponendo infine di interpretare il senso dell’esperire come ‘dimorare nella dimenticanza’.

PAROLE CHIAVE: Heidegger, esperienza, linguaggio, pensiero, Ereignis

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