Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno IV, N. 10
Online 26/02/2018
Mimesis Edizioni

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Lo sguardo di Ulisse di Theo Angelopoulos.
Una visione esistenziale?
M. Dambrosio

Theo Angelopoulos’s cinema, experiencing the space-time potentialities offered by cinematographic realism with a peculiar use, among all, of philosophical language, focuses its interest on the rethinking of the existence of the individual, who is emotionally stateless and therefore, perpetually looking for a home-refuge in which to live; it also focuses on the external and internal frontiers of solitary heroes who are eager to recover something lost, which somehow matches with the unveiling of the truths of the self. In particular, in Ulisses’ Gaze (1995) we see the staging of an effort of resistance towards overcoming the visual and cognitive limit together, a metaphor not only of the vulnerability of the human condition but also, on the contrary, of the exaltation of abilities, which might be called ‘artificial’, of creation of the culture, art, cinema and memory, typical of existence.

KEYWORDS: Theo Angelopoulos, Ulisses’ Gaze, Ocular Paradigm, Travel, Limit

 

Il cinema di Theo Angelopoulos, sperimentando le potenzialità spazio-temporali offerte dal reale cinematografico con un peculiare utilizzo, fra tutti, del linguaggio filosofico, focalizza il suo interesse sul ripensamento dell’esistenza del singolo, emotivamente apolide e dunque perennemente in cerca di una casa-rifugio in cui abitare e sulle frontiere ad un tempo estrinseche ed intrinseche di ‘eroi’ solitari, desiderosi di recuperare qualcosa di perduto, in qualche modo coincidente con il disvelamento delle verità del sé. In particolar modo, nella pellicola Lo sguardo di Ulisse (1995) assistiamo alla messa in scena di uno sforzo di r-esistenza verso il superamento del limite visivo e conoscitivo insieme, metafora non solo della vulnerabilità della condizione umana ma anche, al contrario, dell’esaltazione delle capacità, per così dire ‘artificiali’, di produzione di cultura, arte, cinema e memoria, proprie dell’esser-ci.

PAROLE CHIAVE: Theo Angelopoulos, Lo sguardo di Ulisse, paradigma oculare, viaggio, limite

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