Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno IV, N. 12
Online 31/10/2018
Mimesis Edizioni

Cookie banner
Cookie Banner – CSS

L’animale come creatura.
Per una lettura filosofica dell’ottava Elegia duinese di Rilke
S. Venezia

The paper aims at rereading Rainer Maria Rilke’s eighth Duino Elegy in a philosophical perspective starting from a strict adherence to the text that allows to overcome the usual dichotomy between man and animal that would see the latter coinciding with the creature, in favour of a reading that also shows that the creature indicates first of all the possibility of accessing the Open as a fundamental experience of relationship. There is no human Open and no animal Open opposite to each other and in according to their different skills, there is only the Open that the creature experiences and that the man – who could access it but simply is not able to – can only see in the eye of the animal, but not of every animal, rather of the animal as a creature.

KEYWORDS: Animal, Creature, Rilke, Eighth Elegy

 

Obiettivo del presente articolo è quello di rileggere l’ottava Elegia duinese di Rainer Maria Rilke in una prospettiva filosofica a partire da una rigorosa adesione al testo che permette di superare la consueta dicotomia tra uomo e animale che vedrebbe quest’ultimo coincidente con la creatura, a favore di una lettura che altresì evidenzi che la creatura indica prima di tutto la possibilità di accedere all’aperto come esperienza fondamentale di relazione. Non esiste un aperto dell’uomo e un aperto dell’animale opposti tra di loro e in base alle rispettive differenti capacità, esiste soltanto l’aperto che la creatura esperisce e che l’uomo – che potrebbe accedervi ma semplicemente non ci riesce – può scorgere soltanto nell’occhio dell’animale, ma non di un animale qualsiasi, bensì dell’animale come creatura.

PAROLE CHIAVE: Animale, Creatura, Rilke, Ottava Elegia

Leggi l’articolo in PDF