Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno V, N. 14
Online 30/09/2019
Mimesis Edizioni

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Things that Make Us Pause: Philosophy and Dance.
‘Momentum’, ‘Istant’, ‘Timing’ and ‘déjà vu’ in a Performance
A. Lovreglio Wilson and E. Karow Wilson, H. N. Stoeckley, E. Choi / Kim, A. Autere, A. Ward interviewed

How can we catch the time and make it pause from its flowing, since it is a transcendent state of eternal moving? The suspension of a dancing body in the space portraits, in a time-lapse of ephemeral and imperceptible instants, the ‘momentum’, as a passage to the absolute and infinite. Going against the gravity the dancer floats in the space with a state of weightless grace. It’s like ‘falling up’. In this suspending body the e-motions overlap to each other, confusing the time chain just envisioning to fly in a invisible frame of being and feeling. So the suspension becomes the vessel of a passage in-between speed (velocity) and slowness, acceleration and deceleration, where the time exists but invisible in an abyssal infinite. This dimension drags us also in a unconscious state of déjà vu, where the repetition of actions and situations in a imaginary landscape, creates a looping vortex, in motion even in its being still.

KEYWORDS: Philosophy, Dance, Performance, Time, Pause

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Come possiamo catturare il tempo e fermarlo realmente nel suo fluire, essendo uno stato trascendente di movimento eterno? La sospensione di un corpo danzante nello spazio ritrae in un lasso di tempo di istanti effimeri e impercettibili, il “momentum”, come passaggio verso l’assoluto e l’infinito. Andando contro la gravità il danzatore fluttua nello spazio con uno stato di grazia senza peso. È come “cadere verso l’alto”. In questa sospensione corporea le “e-mozioni” si sovrappongono, confondendo la catena del tempo, immaginando di volare in una cornice invisibile di essere e sentire. Quindi la sospensione diventa la nave di passaggio tra velocità (velocità) e lentezza, accelerazione e decelerazione, dove il tempo esiste, ma invisibile in un infinito abissale. Questa dimensione ci trascina anche in uno stato inconscio di déja vu, dove la ripetizione di azioni e situazioni in un paesaggio immaginario, crea un vortice continuo, in costante movimento benché nel suo essere fermo.

PAROLE CHIAVE: filosofia, danza, performance, tempo, pausa

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