Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno VI, N. 15
Online 31/03/2020
Mimesis Edizioni

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On Philosophy and Language of Photojournalism:
the (Un)Ethical Aestheticization of Violence
P. Barroso

All languages have a code. Photography is a language, but it has no code; it is universally seen. The language of photography (its image) is not seen in Chinese, Arabic or English. Press photographs, especially those reporting violence and war, showing dead, dying or suffering people, become trivial in modern visual cultures. They have ethical implications: its excessive iconic violence. Through a visual rhetoric, they are simulacra, provoking sensationalism, making the real seem less stimulating and violent than its image. They are a fetish product whose power is in the ideological and aesthetical ways of seeing and thinking the events.

KEYWORDS: aestheticization, ethics, photojournalism, violence, visual language.

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Tutti i linguaggi hanno un codice. La fotografia è un linguaggio; ma non ha un codice; è universalmente vista. Il linguaggio della fotografia (la sua immagine) non è visto in cinese, arabo o inglese. Le fotografie di stampa, in particolare quelle che denunciano violenza e guerre, che mostrano persone morte, morenti o sofferenti, diventano banali nelle moderne culture visive. Hanno implicazioni etiche: la loro eccessiva violenza iconica. Attraverso una retorica visiva, sono simulacri, provocano sensazionalismo, facendo sembrare il reale meno stimolante e violento della sua immagine. Sono un prodotto feticcio il cui potere è loro nei modi ideologici ed estetici di vedere e pensare gli eventi.

PAROLE CHIAVE: estetizzazione, etica, fotogiornalismo, violenza, linguaggio visivo.