Rivista di filosofia
Journal of Philosophy
ISSN 2420-9775
Anno VII, N. 18, Vol. I
ed. by G. B. Adesso, A. Caputo Online 11/11/2021
Immagine di copertina
di Bianca Roselli
Mimesis Edizioni

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IPAR (Inclusive Participatory Action Research): una metodologia per fare ricerca ‘con’ persone con difficoltà di apprendimento J. Ollerton

Advocates of participatory research for personal liberation and social change emphasise the right of all people to be actively involved as researchers in matters relevant to their own lives. The United Nations’ Convention on the Rights of Persons with Disabilities supports this principle, articulating the right of people with disabilities to participate in all levels of society, which clearly includes disability research. Such research may require inclusive research strategies, implemented and analysed by accessible tools, in order to facilitate high-¬‐level participation by people labelled with learning difficulties. Involvement at this level also challenges commonly held assumptions of incompetence and contests the very construct of learning difficulties. Inclusive Participatory Action Research (IPAR), a melding of the approaches of Inclusive Research and Participatory Action Research, challenges traditional research relations where research is done on rather than by or with people labelled with learning difficulties. IPAR establishes more equitable power relations by involving those traditionally viewed as research subjects as co-researchers.

KEYWORDS: Inclusive Participatory Action Research, learning difficulties, social constructionism, photo-voice, inclusive disability research methodology

 

I sostenitori della ricerca partecipativa – ricerca finalizzata all’emancipazione delle persone e al cambiamento sociale – sottolineano il diritto (che abbiamo ‘tutti’) ad essere attivamente coinvolti come ricercatori, soprattutto nelle questioni rilevanti per la nostra stessa vita. Anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con disabilità sostiene questo principio di partecipazione, a tutti i livelli della società: il che include chiaramente anche alla ‘ricerca’ sulla disabilità. Tale ricerca richiede, però, strategie inclusive, che vanno implementate e analizzate con strumenti accessibili, se si vuole facilitare la partecipazione ad alto livello anche da parte delle persone normalmente indicate con l’etichetta ‘soggetti con difficoltà di apprendimento’. Il coinvolgimento, in questo caso, sfida anche il presupposto comune della loro ‘incapacità’ e contesta il costrutto stesso ‘difficoltà di apprendimento’. L’Inclusive Participatory Action Research (IPAR) – una fusione dell’Inclusive Research e della Participatory Action Research – sfida il modo con cui le relazioni di ricerca vengono tradizionalmente portate avanti: con un progetto normalmente svolto ‘su’ piuttosto che ‘da’ o ‘con’ le cosiddette persone con difficoltà di apprendimento. L’IPAR cerca di stabilire relazioni di potere più eque, coinvolgendo anche queste persone, che tradizionalmente sono considerate ‘oggetti’ di ricerca, come co-ricercatori.

PAROLE CHIAVE: Ricerca-azione partecipativa e inclusive, difficoltà di apprendimento, costruzionismo sociale, photo-voice, metodologia inclusiva di ricerca sulla disabilità

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